C’è un momento, sotto la doccia, in cui si passa una mano sulla pelle e si sente qualcosa che non dovrebbe esserci: ruvidità, opacità, quella sensazione di superficie spenta che nessuna crema, da sola, riesce a sciogliere. L’esfoliazione della pelle in estate serve esattamente a questo, e non è un caso che il bisogno si faccia sentire più spesso proprio in questi mesi.
Il corpo, in questa stagione, produce cellule morte a una velocità diversa dal resto dell’anno. Il sudore, il sale del mare, il cloro della piscina, la sabbia, l’esposizione continua al sole: ogni elemento lascia un residuo sulla pelle e accelera il turnover cellulare, il processo naturale con cui la pelle si rinnova ogni 28-40 giorni circa. In estate questo ricambio si accelera, ma raramente in modo uniforme, e le cellule morte si accumulano più in fretta di quanto la pelle riesca a smaltirle da sola.
Perché l’esfoliazione in estate è più importante che nel resto dell’anno
La risposta breve: perché la pelle riceve più stimoli aggressivi (sole, sale, cloro, sfregamento) e ne ha bisogno per restare ricettiva a tutto ciò che le viene applicato dopo.
Una pelle non esfoliata assorbe peggio qualsiasi prodotto le venga dato sopra. Un olio doposole, una crema idratante, persino l’abbronzatura stessa si distribuiscono in modo più uniforme su una pelle liberata dalle cellule morte, invece di fermarsi su una superficie opaca che le respinge in parte. Chi lamenta un’abbronzatura a chiazze o un doposole che “non fa niente” spesso ha semplicemente saltato questo passaggio.
C’è poi un aspetto molto concreto per chi vive l’estate tra spiaggia, depilazione e costumi da bagno: la pelle non esfoliata è quella in cui i peli incarniti trovano terreno più facile, perché lo strato di cellule morte in eccesso ostacola la loro naturale fuoriuscita. Un’esfoliazione regolare riduce questo rischio in modo diretto.
Molte persone limitano lo scrub al viso, dimenticando che il corpo ne ha bisogno altrettanto, se non di più: le gambe, le braccia e la schiena sono le zone più esposte a sfregamento, sudore e sole diretto, e sono anche quelle che ricevono meno attenzione nella routine quotidiana. Uno scrub fatto in casa, con costanza, aiuta. Ma un trattamento professionale lavora su una superficie più ampia, con una texture e una granulometria calibrate per non irritare, e trasforma un gesto igienico in un momento di puro piacere sensoriale.
È esattamente questo il principio dietro il Mojito Breeze: uno scrub total body al lime e menta che prepara la pelle, seguito da un massaggio con burro corpo che nutre in profondità quello che lo scrub ha appena liberato. La pelle che esce da questo rituale non è solo più liscia. È pronta a ricevere davvero tutto quello che le viene dato dopo, dal sole al doposole, fino alla propria mano che la tocca allo specchio.
Non serve aspettare che l’estate sia già finita per accorgersene. Prenota il Mojito Breeze e regala alla pelle il passaggio che le mancava.
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Domande frequenti
Ogni quanto andrebbe fatto lo scrub corpo in estate?
Una volta a settimana è la frequenza ideale per la maggior parte delle pelli, per accompagnare il ricambio cellulare senza irritare la cute già più esposta al sole.
Lo scrub va fatto prima o dopo l’esposizione al sole?
Va evitato nelle ore immediatamente precedenti l’esposizione diretta, perché la pelle appena esfoliata è più sensibile. Il momento migliore è la sera, o comunque lontano dalle ore centrali di sole intenso.
Lo scrub aiuta davvero con i peli incarniti?
Sì. Rimuovendo l’eccesso di cellule morte che ostacola la fuoriuscita del pelo, l’esfoliazione regolare riduce in modo diretto la formazione di peli incarniti, soprattutto nelle zone soggette a depilazione frequente.